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15 ottobre 2008

niente di personale

Il razzismo di Berlusconi e Bossi



Ieri è stata approvata dalla Camera dei Deputati la proposta di legge della Lega Nord che prevede l’istituzione, nella scuola dell’obbligo, di classi riservate agli studenti stranieri. Piero Fassino l’ha definita una “proposta abbietta che inserisce la discriminazione nella scuola.” Non mi capitava di essere d’accordo con Fassino da almeno tre anni e sono contento di esserlo oggi. Il Governo di Berlusconi e Bossi con l’appendice di Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini, rompe gli indugi e fa capire agli italiani cosa intende per riforme. La proposta è passata per soli venti voti perché molti nella maggioranza hanno avuto un sussulto di orgoglio e davanti ad una proposta “abbietta” appunto, hanno votato no.
Nel varesotto intanto, patria della Lega, non restano con le mani in mano e ridipingono di bianco alcune sagome di bimbi di colore poste davanti alle scuole.  Stiamo diventando un paese razzista.

Nel frattempo…



Repubblica tramite un sondaggio Ipr marketing ci comunica che abbiamo sempre più fiducia in Berlusconi e nel suo Governo. E che tutti i ministri godono di buona salute, intesa qui come consenso che cresce. Anche la Carfagna e la Gelmini. La prima nonostante non si riesca a comprendere su cosa stia lavorando, e la seconda che è riuscita, con la sua prorposta di legge, a mettere insieme tutte le componenti della scuola che si preparano a scioperi ad oltranza..

Finto moralismo



Ciclicamente sale alla ribalta dei riflettori un bacio tra donne che qualche astuto regista propone per lanciare meglio il suo film e puntualmente la stampa alimenta e da vita a fasulli scandali: bacio saffico, il titolone sui giornali. Poi partono le interviste alla protagonista. Ti piacciono le donne, mai baciato una donna nella vita, quante donne si sono innamorate di te, le domande sempre uguali che si leggono sull’argomento.
Questa volta è il turno di Caterina Murino e del film The Garden of Eden che già dal titolo fa pensare a peccati originali e a donne tentatrici.
Ma davvero c’è qualcuno disposto a credere che tutto ciò possa suscitare scandalo? O meglio sono questi gli scandali?

Nessuno tocchi Roberto Saviano



La camorra e i casalesi hanno deciso che Roberto Saviano, l’autore di Gomorra, deve morire. Una morte spettacolare come quella di Falcone e Borsellino. Lui si ribella e dice di voler andar via dall’Italia per vivere i suoi ventotto anni.
“Andrò via dall’Italia, almeno per un periodo e poi si vedrà...Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre…Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l’odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri - oggi qui, domani lontano duecento chilometri - spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere.”
Ma in che cavolo di Paese viviamo se chi decide cosa si fa è solo la malavita organizzata?
Basta. Non se ne può più. Non è più possibile vivere in un paese così corrotto moralmente e in cui la commistione tra politica e malaffare ha superato i livelli di guardia. Per questo motivo sono totalmente con Claudio Fava quando dice che: “C’è un solo modo per far sentire a Roberto Saviano la nostra amicizia e la nostra solidarietà: liberare questo Paese dalle mafie e dalle camorre. Ciascuno faccia la propria parte, sino in fondo. A cominciare dai giornalisti: scrivano chi organizza le serrate dei commercianti contro gli immigrati a Castelvolturno, raccontino le carriere di governo cresciute all’ombra dei casalesi, si occupino delle cento storie in cerca d’autore che aspettano d’essere raccontate tra la Sicilia e la Campania. Altrimenti i gesti di solidarietà resteranno solo parole di carta.” E poi ancora: Che triste Paese sta diventando l’Italia: per un giovane scrittore coraggioso come  Roberto Saviano che per vivere la propria vita deve andare all’estero, un sottosegretario, l’on. Cosentino, (all’Economia) chiamato in causa da pentiti della camorra, rimane imperterrito nel governo…” 




permalink | inviato da oscarb il 15/10/2008 alle 15:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

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