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19 gennaio 2009

Il treno dei desideri



Ci siamo, il giorno di Barack Obama è arrivato, domani diventerà il 44° presidente degli Stati Uniti d’America.
La partenza in treno per raggiungere Washington, così come fece Abraham Lincoln, è solo l’ultimo quadro evocativo di questa che probabilmente è stata la più lunga campagna elettorale alla quale abbiamo assistito.
Tutti aspettano Obama alla prova del governo, non solo gli americani.
Oggi e domani l’America gli renderà onore. Gli renderà onore gente comune, cantanti, giornalisti, attori, uomini politici. Da mercoledi sarà invece un’altra musica. Da mercoledi le responsabilità saranno tutte sulle sue spalle anche perché ogni singola decisione può cambiare, in questo momento storico, il corso delle cose.
Può cambiare il corso delle cose nell’economia che attraversa la più grande crisi dopo quella del ’29.
Può cambiare il corso delle cose nel conflitto israelo-palestinese, perché il ruolo dell’America in quella zona del mondo è un ruolo di primo piano e un atteggiamento nuovo e diverso degli Stati Uniti può traghettare il mondo intero verso un’era di pace.
Può cambiare il corso delle cose nelle tematiche ambientali. Mai come oggi c’è bisogno di scelte coraggiose al limite dell’ìmpopolarità per porre freno all’inquinamento del Pianeta operato da tutti i paesi del mondo. Una scelta che favorisca la salvaguardia e tutela dell’ambiente rispetto al solo profitto, sarebbe una scelta anch’essa epocale.
Su quel treno partito due anni fa e che continua la sua corsa veloce verso Washington, Barack Obama non è mai stato solo. Su quel treno viaggiavano, insieme a lui, le speranze degli americani. Su quel treno viaggiavano, insieme a lui, le speranze di tutto il mondo.
Non lo faccia fermare quel treno presidente Obama. Non lo faccia fermare mai.
Lo faccia continuare a correre e con esso faccia continuare a correre le emozioni e le speranze che la sua elezione ha generato. Su quel treno ci faccia salire tutti, nessuno escluso, e non ci faccia scendere mai più. Perché quel treno nel nostro immaginario è diventato il treno dei desideri.
Buona fortuna presidente e soprattutto, buon lavoro.


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permalink | inviato da oscarb il 19/1/2009 alle 9:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

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