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21 dicembre 2009
Bi-fronti, Oscar Buonamano e Enzo Verrengia

Il
caso Marrazzo
Oscar. «È un mondo difficile, è vita intensa, felicità a
momenti e futuro incerto», canta, con voce anch’essa incerta, Tonino Carotone.
L’apripista, e lungi da me l’idea di un doppio senso, è stato Silvio. Non
Berlusconi ma Sircana; poi è venuto Silvio Berlusconi e infine, nel senso di
fino ad ora, Piero Marrazzo. Ci sono aspetti
della vita collettiva che rispondono alle stesse regole dei numeri primi, sono
così e basta. Un uomo che ha responsabilità pubbliche non può avere
comportamenti ambigui, deve rendere conto di ciò che fa. Ma ve l’immaginate Enrico Berlinguer o Aldo Moro fotografati in
mutande con una prostituta (o) (o e a)?
Enzo. Nella Berlino nazista c’era il Salone Kitty, un bordello pieno
di microfoni con i quali i servizi segreti registravano le confidenze dei
frequentatori alle prostitute che vi lavoravano. Il materiale sonoro serviva a
ricattare. Dei 25 mila dischi ricavati non rimane un solo esemplare. Oggi il
meccanismo sembra ripetersi a via Gradoli, un angolo di Roma la cui notorietà
risale al caso Moro. Il numero 96, dove
è avvenuta l’irruzione del luglio scorso, annoverava l’appartamento brigatista
scoperto… per caso?
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