.
Annunci online

 
Diario
 


*****

*****


22 febbraio 2010

Dov’è finita la Pescara di Paz?



La domanda, semplice, che ci siamo posti all’inizio di questo breve viaggio per rievocare la Pescara nella quale ha vissuto Andrea Pazienza, il caposcuola del nuovo fumetto italiano che nasce proprio con lui a metà degli anni Settanta e la cui grandezza appare oggi, a ventidue anni dalla prematura scomparsa, sempre più chiara e intellegibile a tutti, è: dov’è finita la Pescara di Paz? Abbiamo cercato di capire cosa animava quella città, quali erano gli avvenimenti e le persone che gli occhi e il cuore di Paz attraversano in quegli anni, per certi versi, epici.
La Pescara che vive Paz è una città dinamica, in grande e costante trasformazione. Una città che pensa innanzitutto il suo presente. Una città che oltre a costruire case produce e consuma cultura, ne sono traccia e testimonianza storica diverse manifestazioni che negli anni hanno consentito a Pescara di essere modello di riferimento per tante realtà. Si pensi, per esempio, al Festival Jazz che nasce proprio in quegli anni e che ancora oggi rappresenta una delle poche eccellenze della città adriatica. L’aspetto più interessante è la capacità di produrre cultura e di non essere solo fruitori passivi. Scrive lo stesso Andrea Pazienza ricordando quegli anni pescaresi: «Parte degli artisti senza tetto si riunisce e apre di lì a poco l’ormai leggendaria Convergenze, centro d’Incontro e d’Informazione laboratorio Comune d’Arte […] si fa tutto il possibile dall’happening alla grossa rassegna, dai concettuali ai comportamentisti, dai film in 16 o super 8 alla body art, dai concerti ai veri e propri festivals, eccetera.» Abbiamo già visto come proprio in quegli anni Convergenze rappresenterà una sorta di fabbrica delle idee ante litteram. Un luogo di produzione e di fruizione culturale capace di coinvolgere giovani e meno giovani in quella che il giovane Pazienza chiama un’aria conviviale da allegro seminario.
Quella Pescara, come quell’Italia, oggi sembra essersi smarrita, prigionieri come siamo di una sorta di dittatura del presente che non permette di guardare né al passato prossimo né al futuro prossimo. Un tempo che non ha futuro e che non ha passato è un tempo malato. Un deserto nel quale si assiste sempre più spesso al trionfo di una sottocultura che copre e annulla anche ciò che di buono e a fatica si riesce a produrre.
In quello stesso scritto Paz continua così: «A Pescara, dopo un poco mi dimenticano (mi avranno davvero dimenticato?)»
Domanda impegnativa alla quale bisogna dare una risposta. Pescara deve molto a Pazienza e di Pescara, Pazienza è stato uno dei figli migliori, soprattutto nella logica stringente di Benedetto Croce che sembra scrivere queste parole pensando proprio al giovane Paz: «E pensavo […] non senza malinconia (così mi pareva a volte di essere straniero e diverso), che forse l’uomo, piuttosto che figlio della sua gente, è figlio della vita universale, che si attua di volta in volta in modo nuovo; piuttosto che filius loci, è filius temporis.»
Andrea Pazienza è stato un figlio del proprio tempo a tutto tondo, fino al tragico epilogo della sua giovane vita, e in questo sembra essere il figlio perfetto per una città come Pescara. Una città giovane che proprio nella ricerca costante di un rapporto con la contemporaneità costruisce la sua identità e cerca la sua ragion d’essere. In questo senso la figura di Andrea Pazienza, e ciò che essa ha rappresentato nel campo del disegno e dell’illustrazione, sembra essere ritagliata su misura per Pescara perché ne interpreta lo spirito migliore, ne intercetta le speranza e ne incarna le aspettative.
Per queste ragioni è giunto il tempo in cui anche Pescara, come tante altre città italiane hanno già fatto, celebri in maniera adeguata questo grande artista che qui ha vissuto per quattro anni e che proprio a Pescara ha visto diventare adulta la sua arte.  
In questo senso la proposta che avanza Sandro Visca sembra essere la classica ciliegina sulla torta che arriva al momento opportuno.
«Sono proprietario di oltre cento disegni originali di Andrea Pazienza – ci dice il professore di discipline pittoriche del giovane Paz – e sono disposto a fare una donazione purché si costituisca un Centro intitolato ad Andrea Pazienza, un’Istituzione rigorosamente pubblica, dove oltre ad un’esposizione stabile delle opere di Paz ci sia la possibilità di fare laboratori e perciò di produrre cultura. Un luogo vivo e contemporaneo che aiuti a pensare. Questo Centro deve nascere qui a Pescara.»
La proposta è allettante, intriga. Un’idea che arricchisce la proposta culturale che una città come Pescara “è costretta” a mettere in campo se vuole dare seguito e sostanza alle ambizioni più volte espresse di essere uno dei nuovi centri propulsori dell’Adriatico. Una sorta di atelier della creatività in grado di accogliere energie diverse, capace di rinverdire i fasti di un passato recente, di un presente tutto da scrivere e di un futuro da immaginare.
«E ringrazia che ci sono io, che sono una moltitudine» si legge in una famosa tavola da “Le straordinarie avventure di Pentothal”, e il talento naturale che Andrea Pazienza ha coltivato lo faceva essere tanti in una sola persona. Per sempre Paz.

Edifici, strade e piazze dedicate ad Andrea Pazienza
San Menaio (Fg), il lungomare
San Benedetto del Tronto (Ap), una piazzetta nel centro storico
San Severo (Fg), una piazzetta nel centro storico
Roma, quartiere Torrino-Mezzocammino, una piazza
Napoli, una via del quartiere Ponticelli
Fusignano (Ra), un  busto di Zanardi è stato eretto nei giardini pubblici
San Severo (Fg), una Scuola Elementare
Vittorio Veneto (Tv), una Scuola Materna
Sannicandro Garganico (Fg), un Istituto d’Arte
Cosenza, le sale espositive della “Casa delle Culture”
Cremona, il Centro del Fumetto “Andrea Pazienza”

seconda puntata
Paz, la realtà spiegata dal fumetto

prima puntata

Paz e la sua Pescara irripetibile


sfoglia     gennaio        marzo
 

 rubriche

Diario
Le mie recensioni
Niente di personale
Dall'Italia
Politica
Dal Mondo
Cultura
Racconti
City Room
Bi-fronti
Le grandi mostre
Paz

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

fabrizio de andré
italo calvino
pier paolo pasolini
wim wenders
pier vittorio tondelli
andrea pazienza
paul auster
nick hornby

aNobii_oscar
books brothers
la repubblica_bari
stilos
theorein

giovanni di iacovo
antonio gurrado
cristina mosca
adele parrillo
cristiana rumori
quasirete

peppino impastato
legambiente
wwf
emergency

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom