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28 gennaio 2012

Il futuro nella memoria


«Se capire è impossibile, conoscere è necessario», sono parole di Primo Levi che più di qualunque altra spiegazione  restituiscono il senso più profondo della data che si celebra oggi: il Giorno della Memoria. Scrittore e partigiano, quest’anno ricorre il venticinquennale della sua morte, Levi venne deportato nel 1943 nel campo di concentramento di Auschwitz dove rimase recluso fino al 27 gennaio del 1945 giorno in cui l’Armata rossa entrò in quell’inferno dei viventi che è stato il lager. Uno dei soggetti che più si prodiga nella promozione della conoscenza e della memoria è l’Anpi, Associazione nazionale dei partigiani d’Italia. Enzo Fimiani, il presidente del Comitato provinciale di Pescara, intitolato a “Ettore Troilo”, così spiega l’impegno dell’Anpi nel custodire e promuovere la memoria collettiva: «Sembra che in Italia il dibattito sulla nostra storia sia scomparso, se non per riapparire in occasione delle polemiche politiche e non per farne occasione di riflessione seria, per comprendere meglio anche il presente. Una delle missioni dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia è proprio quella di aprire gli occhi sul passato, dato che la democrazia italiana affonda le sue radici in un passato tragico». E per far aprire meglio gli occhi su questo passato tragico, l’associazione “mette insieme” due ricorrenze e organizza un calendario d’incontri il cui debutto avviene proprio oggi a Montesilvano alle ore 17.00 presso l’Aula magna dell’Istituto “Emilio Alessandrini”. Un’incontro pubblico con letture, testimonianze e filmati dedicati proprio alla “Giornata della Memoria”. La seconda ricorrenza è “Il giorno del Ricordo” che si celebra il 10 febbraio in ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Fimiani spiega il perché di questa compresenza: «È importante inoltre riflettere insieme su due giorni simbolici: la “Giornata della Memoria”, che ricorda non solo la Shoah, ma tutte le discriminazioni che hanno interessato l’Europa e il mondo nel ’900, e il “Giorno del ricordo”, con la tragedia delle “foibe” che va inserita in un contesto ben più ampio». Su questo argomento, lunedì 30 gennaio alle ore 17.30 presso la sala della Fondazione Pescarabruzzo, ci sarà un incontro con lo storico Jože Pirjevec dell’Università di Trieste, autore del volume “Foibe: una storia d’Italia”. Il programma prosegue con un incontro l’11 febbraio a Pescara, scuola primaria “11 febbraio 1944”, per celebrare proprio sul luogo dell’eccidio, il 68° anniversario della fucilazione di nove partigiani. Si chiude il 17 febbraio a Pescara, fondazione Pescarabruzzo, con la presentazione del volume “Voci dal lager. Diari e lettere di deportati politici italiani 1943-1945” alla presenza degli autori, gli storici Mario Avagliano e Marco Palmieri.


13 aprile 2011

Tessera N° 126336. Associazione Nazionale Partigiani d’Italia



La mia prima tessera di adesione a un’organizzazione collettiva l’ho presa a quattordici anni. Era il 1976. Poi per altri trentaquattro anni ho sempre avuto più di una tessera in tasca. Adesioni sempre convinte che mi hanno messo in contatto con una bella umanità senza la quale, certamente, non sarei la persona che sono oggi.
Tra le tante tessere che ho sottoscritto, l’iscrizione all’Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia è certamente la più importante. Sono giunto a questa decisione proprio nell’anno in cui si celebra il 150° dell’Unità d’Italia e, forse, non è un caso. Ho partecipato e partecipo a diversi dibattiti sul tema dell’Unità d’Italia, così come ho letto e sto leggendo, anche per lavoro, molti libri sul tema. Più approfondisco il tema e più si fa forte in me la convinzione che la Resistenza, sia uno dei due miti fondativi delle origini della nostra storia. Il secondo, o il primo se ragioniamo in termini cronologici, è la vittoria nella Prima Guerra mondiale, l’unica che abbiamo vinto senza cambiare schieramento.
Grazie alla Resistenza abbiamo avuto la Carta Costituzionale, il compromesso politico più alto e condiviso che ci sia mai stato in Italia. La nostra carta d’identità. E oggi di fronte agli attacchi scriteriati e infondati da parte di una classe politica unfit, incapace, come scrivono ormai da troppo tempo i giornali stranieri, credo ci sia bisogno di una testimonianza politica attiva.
Scriveva Pier Paolo Pasolini: «La Resistenza e il Movimento Studentesco sono le due uniche esperienze democratico-rivoluzionarie del popolo italiano. Intorno c’è silenzio e deserto: il qualunquismo, la degenerazione statalistica, le orrende tradizioni sabaude, borboniche, papaline».
L’iscrizione di ieri sera all’ANPI ha significato compiere un atto di patriottismo costituzionale e insieme un impegno solenne a difendere, da cittadino libero, i valori della Costituzione.



8 gennaio 2009

L’Italia è una Repubblica antifascista



Non si può fare.
Il centro destra ciclicamente ci riprova. Oggi vuole equiparare partigiani e deportati ai repubblichini di Salò.
Per questo ha depositato un proposta di legge che prevede l’istituzione dell’Ordine del Tricolore, con assegno vitalizio incluso, da assegnare indifferentemente ai partigiani e ai repubblichini di Salò.
Non si può fare.
La nostra è una Costituzione compiutamente antifascista e questo progetto di legge sovverte le radici della nostra storia repubblicana.
Giuliano Vassalli, presidente emerito della Corte Costuzionale, ha dichiarato:
“Ma cosa vogliono ancora? Hanno avuto tutto, l’amnistia di Togliatti, la legittimazione democratica immediata, l’Msi in Parlamento, adesso sono al potere. Eppure vanno avanti, incuranti del fatto che non esiste paese in Europa dove i collaborazionisti del nazismo sono premiati”.

Ecco la proposta di Legge e l’articolo in questione.
Proposta di Legge
Istituzione dell'Ordine del Tricolore e adeguamento dei trattamenti pensionistici di guerra
Presentata il 23 giugno 2008

Art. 2. (Soggetti destinatari).
1. L'onorificenza è conferita a coloro che hanno prestato servizio militare, per almeno sei mesi, in zona di operazioni, anche a più riprese, nelle Forze armate italiane durante la guerra 1940-1945 e invalidi, o nelle formazioni armate partigiane o gappiste, regolarmente inquadrate nelle formazioni dipendenti dal Corpo volontari della libertà, ai combattenti della guerra 1940-1945, ai mutilati e invalidi della guerra 1940-1945 titolari di pensione di guerra e agli ex prigionieri o internati nei campi di concentramento o di prigionia, nonché ai combattenti nelle formazioni dell'esercito nazionale repubblicano durante il biennio 1943-1945.


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permalink | inviato da oscarb il 8/1/2009 alle 22:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

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