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5 ottobre 2011

Se i cittadini sono meglio delle istituzioni

Alle 21.45 del 3 ottobre del 2011 la corte d’assise d’appello di Perugia ha pronunciato la sentenza. Amanda Knox e Raffaele Sollecito non hanno ucciso Meredith Kercher. Assolti con formula piena per non «aver commesso il fatto». Sono liberi, da subito.
Amanda piange, Raffaele non sembra essere pienamente consapevole di ciò che sta accadendo. La famiglia Knox si abbraccia. Stessa identica scena vede protagonista la famiglia Sollecito. La famiglia di Meredith, presente anch’essa in aula alla lettura del verdetto, resta seduta, composta. Sola con il proprio, rinnovato, dolore. Fuori dal tribunale il set cinematografico allestito dai media lavora già a pieno regime. La gente urla vergogna all’indirizzo della corte mentre la sfilata dei protagonisti, prevalentemente avvocati, ha inizio. Nella notte la diplomazia d’oltreoceano fornisce i documenti e i biglietti aerei per Amanda e di prima mattina il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America rilascia questa dichiarazione: «Gli Stati Uniti apprezzano lo scrupoloso riguardo con cui il caso è stato trattato dal sistema giudiziario italiano». Gli USA perdono una buona occasione per tacere. L’amministrazione della giustizia è compito difficile e le istituzioni, tutte, dovrebbero semplicemente prendere atto delle sentenze. Non giudicare o peggio ancora fare il tifo. I vincenti esprimono un giudizio e plaudono alla giustizia italiana. La famiglia Kercher al contrario non esprime nessun giudizio, ribadisce la fiducia nella giustizia. Senza aggettivi. Vogliono semplicemente conoscere la verità e sapere chi ha ucciso la povera Meredith. Le loro facce, tristi e mute, aiutano a capire molto di più di tante, inutili, parole. La loro compostezza e sobrietà una lezione di civiltà per tutti. Non sono in grado di esprimere nessun giudizio sulla sentenza e in ogni caso non lo esprimerei dopo quello che ho visto ieri notte a Perugia. Una famiglia inglese, la famiglia Kercher, colpita nel più profondo dei suoi affetti, ci ha insegnato che il rispetto per le istituzioni viene anche prima del dolore personale. Grazie per averlo detto forte e a bassa voce a tutto il mondo e in particolare al nostro, malandato, paese. Che la terra ti sia lieve Meredith. 


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