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16 gennaio 2009

Niente di personale

Zorro, Andreotti e la condizionale



Marco Travaglio nella sua rubrica su L’Unità, Zorro, si occupa di Giulio Andreotti. Del suo novantesimo compleanno e di come lo ha festeggiato la Rai, radio televisione italiana, nella trasmissione televisiva Porta a Porta.
Un resoconto esilarante, puntuale e, per certi versi, tragico e nello stesso tempo comico.
Il titolo della’articolo, Novant’anni (con la condizionale), spiega in maniera semplice e chiara, così come un buon giornalista dovrebbe saper fare sempre, cosa leggeremo. La fotografia di un paese in ginocchio in balia di quaquaraqua, citazione da Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta, incapace di reagire alla indecenza di rappresentazioni, televisive e non, che ci vengono proposte quotidianamente come questa trasmissione televisiva insegna.

Nessuna cosa violenta è durevole



Nessuna cosa violenta è durevole, scriveva Giacomo Leopardi nel Trattato delle passioni. La guerra infinita israelo-palestinese invece pare essere durevole e sempre più violenta. “La democrazia è un lusso che non tutti meritano” scrive Eduardo Galeano, in un bellissimo editoriale, Piombo impunito, pubblicato ieri su Il Manifesto. Un punto di vista che condivido dalla prima all’ultima parola. Leggetelo.
p.s.: in queste ore leggo i commenti di Fini e Gasparri alla trasmissione definita “faziosa” di Michele Santoro sulle vicende di Gaza. Esprimono solidarietà a Lucia Annunziata che ha abbandonato la trasmissione televisiva rivolgendo al conduttore le stesse accuse.
A Fini e all’Annunziata consiglio di leggere l’articolo di Eduardo Galeano, con un’avvertenza: è un articolo fazioso. A Gasparri sarebbe chiedere troppo.

Ancora e sempre quaquaraqua



I
l caso Villari, presidente della Commissione Vigilanza della Rai, è il paradigma dell’ipocrisia e dell’incapacità della politica di risolvere alcunché. Eletto presidente, in un ruolo che di norma spetta alla minoranza, della con i voti della maggioranza di centro destra, resta al suo posto nonostante le lettere dei vertici politici della Pdl e dei Presidenti dei due rami del Parlamento.
Nei prossimi giorni, o già nelle prossime ore, si dimetterà, ma se neanche con l’accordo tra destra e sinistra si riesce a governare la presidenza della Commissione di Vigilanza della Rai mi chiedo: a cosa serve questa politica?


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