.
Annunci online

 
Diario
 


*****

*****


17 febbraio 2011

Se tutto diventa sàtira e par condicio. Sottotitolo, le parole sono importanti.



Quando non c’era il videoregistratore, internet e il my sky, dovevi accontentarti della cronaca sulle pagine di musica e spettacolo dei quotidiani per sapere cosa era successo la sera precedente a Sanremo. Le canzoni le ascoltavi alla radio la mattina successiva mentre l’intervento dell’ospite d’onore era riassunto in quei fogli di giornale. Oggi non è più così. You Tube la fa da padrone. Dopo pochi minuti della messa in onda tutto è disponibile in rete. E cosi grazie alla rete ho visto le performance di Luca e Paolo dei primi due giorni della kermesse canora.
Sàtira avevano scritto. La prima sera Berlusconi e Fini, la seconda, per par condicio, Roberto Saviano, Michele Santoro e Luca di Montezemolo.
Sarà un problema mio, ma non ho capito dove sia la sàtira e dove la par condicio.
I primi sono due uomini politici di professione, i secondi, due giornalisti e un imprenditore (anche se mi riesce difficile definire in maniera univoca Luca Cordero di Montezemolo). Il gioco canoro, Ti sputtanerò, tra Berlusconi e Fini è giocato sulle vicende politiche che vedono una forte contrapposizione tra i due leader della destra italiana oltre che su procedimenti giudiziari che vedono coinvolto in maniera pesante il Presidente del Consiglio mentre il “pezzo” su Saviano e Santoro sulla loro gestualità e sul loro modo di fare televisione.
Cerco di non distrarmi e guardo i due video. Non mi fanno ridere. Forse mi faranno pensare, mi chiedo. Niente. Non mi fanno neanche pensare. Li riguardo. Ma anche alla seconda visione, niente. Nessuna reazione.
Penso che forse non sono dell’umore giusto e certo non ricordo il significato di sàtira, oltre che di par condicio ovviamente. Cerco sul vocabolario il significato di sàtira.
Sàtira s. f. [dal lat. satura, femm. dell’agg. satur «pieno, sazio» e per estens. «vario, misto» (anche, con valore negativo, «confuso»).Composizione poetica che evidenzia e mette in ridicolo passioni, modi di vita e atteggiamenti comuni a tutta l’umanità, o caratteristici di una categoria di persone o anche di un solo individuo, che contrastano o discordano dalla morale comune (e sono perciò considerati vizi o difetti).
Ecco dunque svelato l’arcano. C’è dunque un errore che mi ha tratto in inganno.
Nel primo caso, Berlusconi e Fini, si tratta certamente di satira, «[…] Mette in ridicolo […] modi di vita […] che contrastano o discordano dalla morale comune (e sono perciò considerati vizi o difetti)». Nel secondo, Saviano e Santoro, siamo fuori tema e si tratta certamente di altro.
Cerco allora par condicio.
Par condicio ‹... kondìcio› locuz. lat. (propr. «uguale condizione»), usata in ital. come s. f. – Espressione desunta dalla frase del linguaggio giur. romano par condicio creditorum, che, in campo fallimentare, affermava il principio della parità di condizione dei creditori, cioè il loro diritto a essere rimborsati dal debitore fallito tutti quanti in uguale misura percentuale; introdotta negli anni Novanta nel linguaggio politico, è passata, nella sua formulazione ridotta, a indicare la condizione di parità tra soggetti del mondo politico nell’accesso ai mezzi di comunicazione di massa per propagandare le proprie idee (e poi usata anche con altri sign. estens. analoghi).
Ed ecco il secondo errore. La par condicio è intesa tra soggetti del mondo politico, perciò Saviano e Santoro non possono “compensare” Berlusconi e Fini, «[…]la condizione di parità tra soggetti del mondo politico nell’accesso ai mezzi di comunicazione di massa per propagandare le proprie idee».
Non avevo capito male. Non si tratta di sàtira e la par condicio non c’entra nulla. Forse siamo nell’ambito del Bagaglino.
Ecco perché i due video non mi hanno fatto ridere. Ho sempre trovato patetico lo spettacolo del Bagaglino e anche questa volta non si sono smentiti.
Ogni qualvolta c’è un uso improprio delle parole penso a Nanni Moretti e uno dei suoi film più belli “Palombella rossa”: «Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!»
Buon Sanremo a tutti.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. San Remo Berlusconi Fini Saviano Santoro Montezemolo

permalink | inviato da oscarb il 17/2/2011 alle 11:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


20 dicembre 2010

Viva l’Italia che è in mezzo al mare…



Il “berlusconismo”, un neologismo molto in voga in questi ultimi anni per l’Italia, non ci sarà più solo quando Berlusconi non ci sarà più. Ed è molto probabile che occorrano molti anni perché ciò accada. Anche per questo motivo penso che l’opposizione di centro sinistra, soprattutto quella che siede in Parlamento, commetta molti errori di valutazione nella sua battaglia politica.
La partita che si sta giocando contro la destra di Berlusconi, Bossi e degli ex fascisti di Alleanza Nazionale, (La Russa, Alemanno, Gasparri, Matteoli) è una partita dura, durissima perché gli avversari hanno un capo che dispone di molte risorse finanziarie e che comanda. Decide in virtù del suo tornaconto personale e politico senza dover rendere conto a nessuno. L’uomo Berlusconi, si sa, è privo di scrupoli e pur di ottenere ciò che desidera è capace di calpestare qualunque regola. Alle tante malefatte che i magistrati gli attribuiscono, anche se non sono in grado di procedere nei suoi confronti per via degli scudi “legali” di cui si è dotato, in questi giorni si aggiungono i “files” che arrivano da oltre confine, WikiLeaks, che c’informano di presunti affari privati tra il nostro e Putin che, se dimostrati, sarebbero il “conflitto dei conflitti” d’interesse.
Per sconfiggere democraticamente e nelle urne una persona del genere e il faraonico apparato che è riuscito a costruire, comprando tutto quello che si poteva comprare nel corso degli ultimi vent’anni, occorre un progetto politico di lungo respiro e coraggio.
Esattamente il contrario di ciò che in queste ore i dirigenti del Pd teorizzano. Se ho capito bene il Pd vorrebbe una coalizione elettorale con il “terzo polo” (l’Udc di Casini, Il Fli di Fini e Rutelli, lui come persona singola), Franceschini ha scomodato addirittura La Resistenza, per sconfiggere Berlusconi. Nel frattempo non si capisce che fine farebbero l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro e Sel di Nichi Vendola.
Ipotizziamo però che questa ipotesi fosse l’idea giusta e che in un eventuale confronto elettorale in primavera questa coalizione riuscisse a vincere le elezioni. Il giorno dopo la vittoria un Governo formato da Casini, Fini e Bersani che cosa riuscirebbe a fare? Avrebbe la forza di governare per cinque anni e cambiare lo stato attuale delle cose? Quali sarebbero le scelte economiche? E quali quelle inerenti al mercato del lavoro? E la scuola sarebbe più pubblica o più privata? Per tacere dei temi eticamente sensibili o meglio di quei temi che la contemporaneità pone in maniera sempre più stringente in ragione di una mutazione costante della società come fecondazione assistita, coppie di fatto, eutanasia.
A me pare che l’unico programma possibile di una coalizione così composta sia quello di fare una nuova legge elettorale, presumibilmente proporzionale con premio di maggioranza e sbarramento al 5%, e una legge finanziaria per tenere sotto controllo i conti pubblici. Dopo questa attività si dovrebbe inevitabilmente tornare alle urne.
È questa la strada giusta? Io francamente penso di no ma i segnali di queste ore sembrano portare in questa direzione.
Staremo a vedere, intanto l’Italia è sempre più in mezzo al mare…


16 gennaio 2009

Niente di personale

Zorro, Andreotti e la condizionale



Marco Travaglio nella sua rubrica su L’Unità, Zorro, si occupa di Giulio Andreotti. Del suo novantesimo compleanno e di come lo ha festeggiato la Rai, radio televisione italiana, nella trasmissione televisiva Porta a Porta.
Un resoconto esilarante, puntuale e, per certi versi, tragico e nello stesso tempo comico.
Il titolo della’articolo, Novant’anni (con la condizionale), spiega in maniera semplice e chiara, così come un buon giornalista dovrebbe saper fare sempre, cosa leggeremo. La fotografia di un paese in ginocchio in balia di quaquaraqua, citazione da Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta, incapace di reagire alla indecenza di rappresentazioni, televisive e non, che ci vengono proposte quotidianamente come questa trasmissione televisiva insegna.

Nessuna cosa violenta è durevole



Nessuna cosa violenta è durevole, scriveva Giacomo Leopardi nel Trattato delle passioni. La guerra infinita israelo-palestinese invece pare essere durevole e sempre più violenta. “La democrazia è un lusso che non tutti meritano” scrive Eduardo Galeano, in un bellissimo editoriale, Piombo impunito, pubblicato ieri su Il Manifesto. Un punto di vista che condivido dalla prima all’ultima parola. Leggetelo.
p.s.: in queste ore leggo i commenti di Fini e Gasparri alla trasmissione definita “faziosa” di Michele Santoro sulle vicende di Gaza. Esprimono solidarietà a Lucia Annunziata che ha abbandonato la trasmissione televisiva rivolgendo al conduttore le stesse accuse.
A Fini e all’Annunziata consiglio di leggere l’articolo di Eduardo Galeano, con un’avvertenza: è un articolo fazioso. A Gasparri sarebbe chiedere troppo.

Ancora e sempre quaquaraqua



I
l caso Villari, presidente della Commissione Vigilanza della Rai, è il paradigma dell’ipocrisia e dell’incapacità della politica di risolvere alcunché. Eletto presidente, in un ruolo che di norma spetta alla minoranza, della con i voti della maggioranza di centro destra, resta al suo posto nonostante le lettere dei vertici politici della Pdl e dei Presidenti dei due rami del Parlamento.
Nei prossimi giorni, o già nelle prossime ore, si dimetterà, ma se neanche con l’accordo tra destra e sinistra si riesce a governare la presidenza della Commissione di Vigilanza della Rai mi chiedo: a cosa serve questa politica?


9 gennaio 2008

La sinistra, la destra e la monnezza



Il centrodestra e Gianfranco Fini hanno perso una grande occasione per accreditarsi come forza di governo seria e responsabile agli occhi dell’opinione pubblica italiana. L’occasione gli è stata confezionata su un piatto d’argento dal centro sinistra campano ed in particolare da quell’Antonio Bassolino che ha guidato, circa quindici anni fa, la riscossa del centro sinistra vincendo la sfida elettorale con la Mussolini per il Comune di Napoli. Lì e in quei giorni nacque quello che fu chiamato il “Rinascimento napoletano” e l’uomo di Afragola cominciò a costruire le sue fortune politiche ed un dominio che dura a tutt’oggi.
Fini ha perso una grande occasione perché anziché farsi fotografare tra la spazzatura, cosa comunque sgradevole, e urlare ai quattro venti le responsabilità del centro sinistra, avrebbe dovuto offrire delle soluzioni per uscire dalla crisi e garantire l’appoggio della destra alle forze politiche che amministrano Napoli e la Regione Campania.
Poi ci sarebbe stato spazio anche per la critica politica, ma prima avrebbe dovuto offrire soluzioni. Gli argomenti non mancavano e non mancano. È infatti evidente che le responsabilità politiche sono di chi governa e se anche Bassolino si è assunto le proprie ha omesso di dire perché non è riuscito a risolvere il problema. Ed è fin troppo facile individuare in chi continua a proporre la politica del no una delle cause determinanti della crisi alla quale, inermi, stiamo assistendo.
Questa emergenza fotografa anche la crisi che sta vivendo il centro sinistra, incapace di proporre soluzioni anche ai problemi di ordinaria amministrazione. Si sa infatti che produciamo spazzatura e si sa perfino quanta ne produciamo e perciò inspiegabile quello che si sta verificando a Napoli.
Ma se tutto questo accade e il centro sinistra non è in grado di risolvere questi problemi da circa tre lustri e nonostante ciò continua a vincere le elezioni in Campania evidentemente c’è dell’altro e questo altro è la totale assenza di un competitore politico che si ponga in alternativa a Bassolino e al sistema di potere che ha creato.
Non esiste in Campania un’alternativa credibile alla classe dirigente del centro sinistra.
Proprio per questi motivi Gianfranco Fini avrebbe dovuto proporre soluzioni concrete piuttosto che fare, sterile polemica politica. E con le soluzioni anche gli uomini in grado di governare questi processi. Non lo ha fatto perché, molto banalmente, questi uomini non li ha.
Insisto sulla destra perché è evidente che la responsabilità di ciò che sta accadendo è del centro sinistra e che Antonio Bassolino ha fallito in uno dei compiti più importanti come Governatore della Regione.
Ora tutti si aspettano da Gianni De Gennaro, che la destra non ha avuto il coraggio di criticare, forse perché gli è ancora riconoscente per la gestione dei fatti di Genova, la soluzione di tutti i problemi nel giro di poche settimane.
Ma se così sarà, come ovviamente tutti ci auguriamo, l’intera classe politica cosa dovrebbe fare?


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Bassolino Fini De Gennaro monnezza rifiuti Napoli

permalink | inviato da oscarb il 9/1/2008 alle 1:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

sfoglia     gennaio        marzo
 

 rubriche

Diario
Le mie recensioni
Niente di personale
Dall'Italia
Politica
Dal Mondo
Cultura
Racconti
City Room
Bi-fronti
Le grandi mostre
Paz

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

fabrizio de andré
italo calvino
pier paolo pasolini
wim wenders
pier vittorio tondelli
andrea pazienza
paul auster
nick hornby

aNobii_oscar
books brothers
la repubblica_bari
stilos
theorein

giovanni di iacovo
antonio gurrado
cristina mosca
adele parrillo
cristiana rumori
quasirete

peppino impastato
legambiente
wwf
emergency

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom