.
Annunci online

 
Diario
 


*****

*****


31 ottobre 2011

Roberta e la nuova via della lana


Roberta Castiglione è arrivata a Pescara tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, nello stesso periodo in cui entrava in crisi profonda il comparto tessile, della produzione e della lavorazione della lana. È arrivata in riva all’Adriatico per studiare architettura e di certo non avrebbe mai immaginato che i tratturi, le strade che per millenni avevano collegato l’Abruzzo e la Puglia, sua terra d’origine, sarebbero state così importanti nella sua vita. Conseguita la laurea in architettura e quando il suo percorso umano e professionale è all’inizio di un nuovo ciclo s’imbatte casualmente nel mondo della lana. La scintilla dalla quale prende forma una grande passione, come quella tra Roberta e il mondo della lana d’Abruzzo, è indotta da Sveva che è in arrivo e che cambierà per sempre la sua vita. Le “scarpine di Sveva” rappresentano infatti il punto di partenza di un progetto solo apparentemente visionario e di nicchia che oggi costituisce per Roberta, e non solo per lei, una grande opportunità che coniuga passione, cultura e lavoro. Ma questa è una storia che merita di essere raccontata dal principio.
La passione per la lana d’Abruzzo, proveniente da pecore di razza Sopravvissana (che ha origine dalla pecora Vissana incrociata dalla seconda metà del diciottesimo secolo con arieti Merinos spagnoli, francesi e recentemente Gentile di Puglia) diviene un progetto e Roberta comincia a cercarla su tutto il territorio abruzzese. Riannoda fili con i pastori che lamentavano una scarsa attenzione al loro prodotto e farà ripartire una filiera sempre esistita sul territorio, tra cui anche una filanda, non più pienamente attiva da molto tempo. Ne studia le caratteristiche e si convince che se «fatta conoscere alle amanti della lana naturale e reintrodotta per un uso nuovo, inventando prodotti nuovi e assolutamente contemporanei» può avere diffusione e successo. Lancia un appello dal suo blog, www.robertafilavafilava.blogspot.com, e attende. «L’appello e la partecipazione collettiva al progetto è rivolto a tutti, amanti del knitting e del crochet ma anche a fornitori, produttori, tessitori, artigiani interessati alla lana naturale d’Abruzzo. Il nostro è un appello a tutti coloro che vorranno partecipare a questo progetto, diventandone membri attivi perché desidereranno conoscere questa lana e il mondo che gira intorno ad essa. Aprire un loro knit-cafè d’Abruzzo locale, venire a trascorrere qualche giorno in Abruzzo partecipando alla tosatura delle pecore, o a un corso di tintura o di feltro». Per un po’ di tempo non succede nulla. Poi arriva una richiesta.
«Lana d’Abruzzo è la parola inserita su Google il giorno in cui un’anziana mamma richiede a sua figlia un regalo per il suo compleanno. Lana per fare una coperta a punto tunisi. Un desiderio non da poco visto che il ricordo di questa lana era così lontano che sembrava fosse sepolto per sempre nei ricordi di un’anziana signora». Quando Roberta mi racconta questo episodio siamo seduti al tavolo di un bar all’aperto e fa caldo. Dall’interno del locale giunge una musica a volume troppo alto che quasi copre la sua voce, e questo mi consente di concentrarmi di più sulla sua espressione che nel frattempo muta più volte. Non ha più fretta di raccontare l’evoluzione del suo progetto ma si concentra sul ricordo di Ileana. E come se fosse un mantra ricomincia il suo racconto. «La signora Ileana mi ha ordinato la prima lana. A lei devo tutto probabilmente. Aveva ottant’anni e voleva realizzare il suo ultimo lavoro in lana d’Abruzzo per la figlia». Partono così dall’Abruzzo i primi 4 kg di lana in direzione Milano e dopo qualche giorno Roberta riceve una telefonata. Dall’altro capo del telefono c’è Ileana. «Aveva aperto il grande pacco e si era ritrovata di colpo con la faccia immersa fra la lana. Se l’era portata al petto, sul viso, toccandola, stringendola a sé e quel profumo di sapone misto a lanolina le avevano riportato di colpo alla mente ricordi dimenticati da troppi anni». Fino a questo momento Roberta lavora con Roberto, suo compagno anche nella vita, in una piccola agenzia di design marketing, eon architetture digitali, ma è arrivato il tempo per cambiare rotta. È Roberto ad imprimere una svolta decisiva che trasformerà la passione di Roberta per la lana in un lavoro. Predispone un progetto di design marketing e chiede a Roberta di rendere semplici e riproducibili i prodotti da commercializzare. Inizia un percorso che in un tempo relativamente breve porta alla ribalta nazionale, grazie soprattutto a internet, a interventi sulla stampa specializzata e a una serie di servizi televisivi, il nuovo progetto che dal blog iniziale si arricchisce di un negozio on line, http://creakitshop.com, un nuovo blog, http://creakit.blogspot.com, e un gruppo su Facebook, Social Crochet, in cui Roberta cerca «di trasmettere personalmente e direttamente l’idea di un manufatto semplice e facile da realizzare insegnando a fare crochet e a condividere un sapere antico che diventa contemporaneo e che crea socialità e conoscenza. Che aumenta il senso di appartenenza a una comunità appassionata e incuriosita dall’odore di questa lana». In questo gruppo Roberta, coadiuvata da Rossana, Filly, Katia e Nunzia, tiene corsi di uncinetto 3D avvicinando persone, anche completamente inesperte, a un fare antico di cui si erano perse le tracce. 
«La mia passione è restituire valore a un bene comune e popolare che è stato abbandonato. Con la nostra produzione tante persone hanno ripreso a lavorare in questo segmento e ciò mi riempie il cuore. Per dare slancio a questo progetto bisogna però costruire una rete. Noi abbiamo dato il via, adesso però c’è bisogno di qualcosa di diverso. Abbiamo immaginato, pensato e realizzato un nuovo modello economico che nasce dal basso e non dall’alto».
Le vie della lana solcano oggi i sentieri immateriali del web ma l’elemento umano, la cultura, il cuore e la passione, restano l’elemento indispensabile che «move il sole e l’altre stelle».


sfoglia     settembre        novembre
 

 rubriche

Diario
Le mie recensioni
Niente di personale
Dall'Italia
Politica
Dal Mondo
Cultura
Racconti
City Room
Bi-fronti
Le grandi mostre
Paz

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

fabrizio de andré
italo calvino
pier paolo pasolini
wim wenders
pier vittorio tondelli
andrea pazienza
paul auster
nick hornby

aNobii_oscar
books brothers
la repubblica_bari
stilos
theorein

giovanni di iacovo
antonio gurrado
cristina mosca
adele parrillo
cristiana rumori
quasirete

peppino impastato
legambiente
wwf
emergency

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom