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16 settembre 2009

S’è persa la politica



In Italia s’è persa la politica. S’è persa e nessuno sa dove sia.
I due partiti più grandi presenti in Parlamento, Pdl e Pd, mostrano tutti i loro limiti, la sinistra non è più nemmeno un’idea, l’Italia dei Valori è Antonio di Pietro, l’Udc si barcamena, e la Lega la minoranza che governa. Mi sembra di non aver dimenticato nessuno.
Il conflitto sempre più stridente tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, un conflitto tutto politico e di contenuti e un contrasto insanabile sulla forma partito, rendiconta di un partito costruito troppo in fretta e senza nessuna logica se non quella di governare per governare. E così, forte di un largo consenso, forse troppo generoso, ottenuto alle ultime elezioni politiche, il Pdl sta per implodere, forse è già imploso. Quell’idea di mettere insieme Forza Italia, un non partito, e AN, il penultimo dei partiti, è fallita e ciò che verrà fuori dai chiarimenti, se mai ci saranno, tra Fini e Berlusconi, sarà comunque un’altra cosa. E il governare non aiuta a sanare i conflitti, anzi accentua le differenze. Gianfranco Fini ha parlato in maniera chiara di testamento biologico, di appoggio alla magistratura sulle indagini di mafia e di immigrazione. Altrettanto ha fatto Schifani, voce recitante della controparte. Le posizioni sono inconciliabili. Nei prossimi mesi saranno evidenti le conseguenze di questa presa di coscienza da parte di Gianfranco Fini e degli uomini di AN che siedono in Parlamento e che non si sono venduti, armi e bagagli, a Berlusconi.
Se Atene piange, Sparta non ride.
Il Pd, che si è costituito prima del Pdl, vive gli stessi problemi e forse sta anche peggio. Anche in questo caso la fusione a freddo di DS e Margherita, ha lasciato per strada molte vittime. Le prime vittime di questo matrimonio andato a male, sono tutte le componenti di sinistra che prima della fusione coesistevano nei Ds. Di questi ultimi si è persa ogni traccia e le possibilità d’intravedere la scialuppa di salvataggio a riva sono poche, pochissime, direi quasi nulle. Si può tranquillamente affermare che il Pd deve ancora nascere e la campagna congressuale lo sta dimostrando. Marino, Bersani e Franceschini non si affrontano con progetti diversi per L’Italia. Il dibattito congressuale che si legge sui giornali riguarda piuttosto la forma partito e i contenuti, la sostanza di questo partito. Si sta discutendo di quello che si sarebbe dovuto discutere alla fondazione del partito. Manca quindi a questo nostro Paese un partito d’opposizione in grado di mettere in campo, in un momento come questo che stiamo attraversando, un progetto alternativo di società rispetto alla destra.
L’Italia dei Valori, l’Udc e la Lega sono attori non protagonisti. O meglio, il giorno che la politica dovesse ritrovare la strada di casa, forze politiche come la Lega piuttosto che l’Italia dei Valori sono destinate a essere marginali.
Canta Fossati: «Dicono che c’è un tempo per seminare, e uno più lungo per aspettare. Io dico che c’era un tempo sognato che bisognava sognare».
Quel tempo non è oggi. Speriamo sia domani.


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permalink | inviato da oscarb il 16/9/2009 alle 13:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


15 luglio 2009

niente di personale



Omicidio colposo e Spaccatorella, prende sei anni.
Spaccatorella è l’agente della Polstrada che, credendosi Al Pacino alias Serpico, gambe divaricate e braccia tese ha ucciso Gabriele Sandri, un giovane tifoso della Lazio, l’11 settembre del 2007 in un autogrill dell’A1.
Una sentenza sconcertante.
Una sentenza che ovviamente va rispettata ma sulla quale è legittimo esprimere un giudizio. Un giudizio negativo, molto negativo.
Ognuno di noi si può chiedere: «Se avesse sparato Sandri e a morire fosse stato Spaccatorella, cosa sarebbe successo in tribunale?»
Sicuramente l’orda proveniente dal nord del Paese e di verde vestita avrebbe gridato allo scandalo e inneggiato, forse,
alla pena di morte. I già fascisti, missini e dopo il lavaggio a Fiuggi, alleanza nazionale, oggi popolo della libertà, si sarebbe schierati a prescindere con la polizia così come fecero il 20 luglio del 2001 quando si schierarono con i macellai in divisa. Oggi tacciono.
Così come tacciono i loro colleghi del centro sinistra, attenti e concentrati a respingere la bomba Grillo.
Povero quel paese che ha bisogno di eroi.

Domenico Balducci rimosso dal suo incarico dopo le polemiche per un servizio sul Papa.
Domenico Balducci era fino a domenica scorsa il vaticanista del tg3. Dopo il servizio andato in onda nel telegiornale delle 19,00 e in seguito alla polemica che ne è scaturita il direttore, Antonio Di Bella ha rimosso dal suo incarico il giornalista. Ma cosa ha detto Balducci per scatenare questa polemica?
Il giornalista aveva parlato dei «proverbiali quattro gatti che ancora hanno il coraggio e la pazienza di ascoltare le sue parole» riferendosi al Papa. C’è stata un’alzata di scudi. «Deriva anticlericale del tg3», ha tuonato tal Giorgio Merlo, vicepresidente della Vigilanza Rai in quota partito democratico. Non ha aspettato, Merlo intendo, neanche che il centro destra aprisse bocca, lo ha fatto direttamente lui scavalcando a destra lo stesso centro destra.
Non voglio prendere le parti di Balducci che saprà sicuramente difendersi da solo ma mi preme dire due cose. La prima è che nell’affermazione del giornalista non ci trovo niente di anticlericale. È un’affermazione che può essere contestata ma non è anticlericale. Che siano quattro gatti che hanno il coraggio e la pazienza di ascoltare il Papa e più in generale i preti nelle chiese è una banale verità. Chiunque può andare in chiesa, dal lunedi alla domenica e constatare che ci sono poche, pochissime persone a seguire le funzioni religiose. Se non consideriamo le cerimonie come battesimi, comunioni, cresime, matrimoni e funerali, le chiese sono quasi sempre vuote.
Quindi dov’è il problema? E in ogni caso se il giornalista ha espresso un punto di vista con un giudizio che può essere considerato sgradevole è questa una motivazione valida per allontanarlo dalla sua funzione?
Povero quel paese che ha bisogno di eroi.

Non vendete o affittate agli extracomunitari.
Non è un remake degli anni cinquanta/sessanta quando gli extracomunitari eravamo noi, uomini e donne del sud, che andavamo a lavorare al nord per far grande la Fiat e le altre grandi fabbriche del nord, ma è un appello contenuto nel bollettino ufficiale del comune di Gerenzano, in provincia di Varese, a firma di Cristiano Borghi, assessore alla sicurezza dello stesso comune. Dopo i cori di Salvini, contro i napoletani, ecco un’altra perla dei dirigenti della Lega Nord. Sono talmente ignoranti e rozzi e provo una nausea così forte al solo pensarli che non voglio spendere neanche una parola in più della semplice notizia.
Povero quel paese che ha bisogno di eroi.


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