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9 giugno 2009

Il cantiere, il cuore e il sogno. Utile.


Come in tutte le elezioni, italiane, se ti fermi a pensare e ascolti i commenti e i commentatori, pensi che tutti abbiano vinto e che nessuno abbia perso. Non è così. Il centro destra ha stravinto le elezioni e per la prima volta fa man bassa anche nelle elezioni amministrative. Il centro sinistra ha straperso le elezioni. In un momento di grande difficoltà del Presidente del Consiglio, il primo forse o comunque il più complicato da quando ha iniziato l’attività politica, il centro sinistra non solo non ha saputo approfittare ma vede materializzarsi un incubo: il centro destra che avanza nelle regioni tradizionalmente di sinistra.
In questa pesante sconfitta del centro sinistra, il maggior partito della coalizione, il pd, perde oltre sette punti percentuali. E a tutti sembra, e sottolineo sembra, che ciò non sia successo.
Penso sia utile non partecipare alla giostra mediatica che sposta l’attenzione sul mancato sfondamento del cavaliere e piuttosto concentrarci su di noi, sulla nostra sconfitta.
Un centro sinistra senza il pd non esiste e per questo motivo penso sia interesse di tutti che il partito democratico affronti i nodi e sciolga le contraddizioni che si porta dietro dalla sua nascita. In questo senso il congresso sia davvero un nuovo inizio. Un momento di confronto sulle idee e i programmi per il nostro paese. Di un pd forte e autorevole ne ha bisogno la coalizione. Spero perciò che la sonora batosta che abbiamo subito ci faccia superare e mettere definitivamente alle nostre spalle tutti gli errori fin qui commessi. Può essere salvifica e salutare questa terribile battuta di arresto.
In questa ottica penso che nella sconfitta dobbiamo comunque impegnarci per trovare segnali positivi e penso in particolare al risultato politico che abbiamo ottenuto con la lista Sinistra e Libertà. Non abbiamo raggiunto il quorum del 4% e questo è certamente un dato negativo, ma la semina è stata positiva. Il cantiere, come ama ripetere Nichi Vendola, è aperto e i lavori in corso continuano. Ci abbiamo messo il cuore in questa competizione elettorale, perché non avevamo altro. Non avevamo soldi, non avevamo spazi politici per poter fare la nostra battaglia, non avevamo santi in paradiso. Il cuore quello si e poi ci siamo spesi, in tanti. Da oggi e per sempre, dobbiamo far crescere questo progetto, questo sogno utile. E per farlo dobbiamo essere capaci di metter in campo idee e progetti e persone per bene, con la faccia pulita. Dobbiamo poi includere e non escludere e dobbiamo essere capaci di rimettere in piedi e presto una coalizione credibile che si ponga l’’obiettivo di andare al governo del paese. Ci vorrà tempo, molto tempo. E pazienza, molta pazienza, Ma non abbiamo alternative. Dobbiamo creare le condizioni per far sentire tutti a casa propria e questo sarà possibile solo se sul tavolo delle trattative ci saranno programmi e soprattutto una nuova idea di società e una nuova idea dello stare insieme.
Per questo il cantiere è aperto e resterà aperto fino a quando il sogno, che insieme stiamo coltivando, non diventerà realtà.


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