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Sognare un pianeta migliore



La vita e la realtà, è risaputo, sempre superano la più accesa fantasia.
Barack Obama, 47 anni, è il 44° Presidente degli Stati Uniti d’America. Il primo presidente afro-americano della storia. Un uomo che quattro anni fa approda per la prima volta al Senato e che lo scorso anno quando è partita la campagna elettorale per le primarie seguiva nei sondaggi Hillary Clinton di circa venti punti.
Tutto sembrava essere contro Obama. Il colore della pelle innanzitutto e poi la giovane età. In pochi avrebbero scommesso un dollaro su Obama Presidente, soprattutto in Italia dove un quarantenne è considerato solo un giovane sul quale scommettere per il futuro.
E invece non è stato così. L’America ha stupito ancora una volta il mondo e dopo Roosevelt e J.F.Kennedy ecco che sulla scena mondiale irrompe il ciclone Barack Obama.
“Non siamo una collezione di individui. Siamo gli Stati Uniti D’America.” Sono le prime parole di Barack Obama nella notte della vittoria. E mentre a Chicago, nuova capitale politica dell’America, il neo presidente pronunciava queste parole, da Phoenix McCaine, lo sconfitto, gli inviava il riconoscimento più importante: “Questa è un’elezione storica, riconosco il significato speciale che ha per gli afroamericani, per l’orgoglio speciale che devono provare stanotte…Quali che siano le nostre differenze, siamo tutti americani.”
L’elezione di Barack Obama è già un evento storico, carico di significati. Lo è soprattutto per le idee e i valori che abbiamo imparato a conoscere durante la lunghissima campagna elettorale.
“Tutti gli americani devono rendersi conto che i sogni di qualcuno non devono essere realizzati a discapito di quelli di qualcun altro.” In queste poche parole è racchiusa una nuova idea del mondo e della democrazia. S’intravede una nuova visione della società. Una società capace d’includere e di guardare a chi ha di meno, ma soprattutto una società che si propone di offrire a tutti possibilità materiali per potersi esprimere. Quando Obama parla della necessità di reclutare un nuovo esercito di professori per migliorare la scuola, parla di futuro. Così come quando Obama parla della nuova promessa americana, in realtà sta parlando a tutto il mondo.
“Il nostro paese ha più ricchezze di qualunque altra nazione, ma non è questo che ci  rende ricchi... È invece il nostro spirito americano - quella promessa americana - che ci sprona in avanti anche quando la strada è incerta…che ci porta a fissare lo sguardo non verso ciò che si vede, ma verso ciò che non si vede, verso quel posto migliore che sta dietro l’angolo.”
A poche ore dalla vittoria Barack Obama ha ricevuto una lettera da Nelson Mandela. Poche righe che danno quasi l’idea di un passaggio di testimone.
“La sua vittoria ha dimostrato che nessuna persona, in nessun luogo al mondo dovrebbe astenersi dal sognare di volere cambiare il mondo affinché diventi un pianeta migliore.”
Mandela ha ragione, dobbiamo sognare un pianeta migliore.
Barack Obama ci vuole provare, diamogli una mano.
Tutti insieme.

Pubblicato il 7/11/2008 alle 22.7 nella rubrica Dal Mondo.

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