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Obama, il primo vero evento della mia generazione



Barack Obama è uno di noi.
Per chi non ha fatto la Resistenza,
per chi nel ’68 era troppo piccolo,
per chi ha conosciuto Martin Luther King e JFK solo su filmati in bianco e nero,
per chi il 20 luglio del 1969 non ascoltò Neil Armostrong dire “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità”,
per chi ha vissuto la caduta del muro di Berlino come una liberazione soprattutto per i suoi genitori,
per tutti quelli nati dopo il 1960,
per tutti noi l’elezione di Barack Obama è il primo vero evento della nostra vita.
Barack Obama è uno di noi.
Veste come noi,
parla come noi,
sogna come noi,
ha studiato sugli stessi nostri libri,
ha figli piccoli come noi,
si emoziona come noi,
e piange come noi.
È bravo, giovane e forte.
Abbronzato no, non ne ha bisogno,
così come non ha bisogno di trapiantarsi i capelli
o di metter scarpe con i tacchi per aumentare l’altezza.
Yes, we can, ha detto più volte in questa lunga, lunghissima campagna elettorale e gli abbiamo creduto.
Adesso è ora di cambiare questo pianeta.
Adesso è ora di cambiare l’Italia.
Non è più tempo di carinerie.
Adesso è il nostro tempo.
Non abbiamo più scuse.

Pubblicato il 8/11/2008 alle 15.25 nella rubrica Dal Mondo.

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