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City Room_la partenza, il viaggio [2]

La sveglia è prima dell’alba e il risveglio non è un bel risveglio. Ma tant’è. Si parte per l’America e c’è qualche piccolo sacrificio da fare. Il viaggio da Pescara a Roma è piacevole, parliamo molto e ci distraiamo abbastanza tanto da arrivare in ritardo per il primo appuntamento. Ah i miei compagni di viaggio sono Roberto e Lucia. Li conosco da sempre, sono le prime persone che ho conosciuto quando mi sono trasferito a Pescara e per questo sono certo staremo bene insieme in questi giorni. Prima d’imbarcarci, avendo un tempo nuovo a disposizione, pianifichiamo nel dettaglio la trasferta americana. Facciamo un programma giornaliero molto dettagliato.




Durante il primo volo, Roma Londra, parlo quasi sempre io. Ho iniziato a Civitavecchia e ho finito quando l’arco del nuovo stadio di Wembley ci avvertiva che stavamo per atterrare a Heatraw. Roberto era seduto tra me e Lucia e non ha potuto far altro che ascoltare per tutto il viaggio. Avrebbe preferito dormire e minaccia ritorsioni per il secondo volo.





Il primo volo è stato un bel volo, nessuna turbolenza. Decollo e atterraggio perfetti. Anche il secondo, Londra New York, inizia bene. Durerà sette ore e mezza. Ho con me la guida a New York della Lonely Planet e un libro, Settembre 1943. I giorni della vergona. Un tema che mi appassiona da sempre, la settimana della vergogna che ci ha resi ridicoli agli di tutto il mondo e che sta lì a ricordarci la nostra cialtroneria. Di italiani intendo.
Apro la guida per ripassare gli itinerari che abbiamo definito qualche ora fa. Dopo un po’ comincio a leggere il libro e comincio un viaggio nel viaggio. Un viaggio nel tempo che mi porta ai giorni della vergogna nazionale, tra fascisti sempre meno fascisti e nazisti sempre più nazisti. Quando vedo Badoglio svegliato nella notte che si presenta ai suoi interlocutori come uno zombie non reggo più e chiudo il libro. Chiudo gli occhi e mi riposo. Un piccolo sobbalzo mi sveglia. Guardo fuori, siamo sopra le nuvole, sospesi tra la terra e il cielo. Accendo il visore di fronte ai miei occhi e guardo il piano di volo.

Altitude 11582 m
Ground speed 792 Km/h
Outsider time temperature -60°

Local time 19.18
Time to destination 3.48
Distance to destination 2744 Km/h

Estimade arrival time 18.05
Head wind 96 Km/h

C’è tempo. Roberto ha messo la mascherina e prova a dormire, Lucia si è assopita.
Che faccio? Decido di vedere un film.
C’è un’ampia scelta. Film vecchi e nuovi. Non resisto alla tentazione di vedere l’inizio di Colazione da Tiffany. Audrey Hepburn è una bellezza senza tempo. È deliziosa. Rivedo la scena iniziale una, due, tre volte. Poi mi decido e scelgo un film nuovo, appena uscito nelle sale cinematografiche: The Millionaire. Otto premi oscar, non l’ho visto e mi sembra una buona occasione. Il film scorre veloce e accorcia la distanza che mi separa da New York e quando Jamail Malik corre disperato, nella folla della stazione di Bombay, per cercare d’incontrare Latika manca poco all’atterraggio al JFK. Arriviamo a casa di Maryann alle 20.00, in Italia le 2.00, in taxi. Sono sveglio ormai da 23 ore e ho sonno. Per questo motivo mentre Roberto, Lucia e Maryann parlano in cucina, mi sistemo il divano e mi addormento senza neanche salutare. Mi sveglio alle 2.30. Non so se è il divano o il fuso o la voglia di uscire per strada. Provo a riaddormentarmi ma è difficile. Penso che New York o Pescara debba dormire almeno sei ore, altrimenti domani sarà dura. Niente da fare non riesco a riaddormentarmi. Mi alzo e vado alla finestra, prendo la macchina fotografica e comincio a fotografare. In fondo al viale s’intravedono alberi, è Central Park. La mia casa in questo soggiorno americano sarà qui a Manhattan,  west end avenue, upper west side a due passi da Central Park appunto.
Ormai sono sveglio e non riesco a far altro, vista l’ora, che a fotografare il giorno che sta arrivando. Una, due, tre, quattro, cinque volte.




Adesso Maryann si è svegliata e sta preparando la colazione per i tre piccoli della casa. Hanno nove, sei e tre anni e mezzo e devono andare a scuola.
Roberto smanetta con l’iphone e Lucia è quasi pronta.
La prima giornata a New York sta per iniziare.

Pubblicato il 14/3/2009 alle 14.10 nella rubrica City Room.

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