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S’è persa la politica



In Italia s’è persa la politica. S’è persa e nessuno sa dove sia.
I due partiti più grandi presenti in Parlamento, Pdl e Pd, mostrano tutti i loro limiti, la sinistra non è più nemmeno un’idea, l’Italia dei Valori è Antonio di Pietro, l’Udc si barcamena, e la Lega la minoranza che governa. Mi sembra di non aver dimenticato nessuno.
Il conflitto sempre più stridente tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, un conflitto tutto politico e di contenuti e un contrasto insanabile sulla forma partito, rendiconta di un partito costruito troppo in fretta e senza nessuna logica se non quella di governare per governare. E così, forte di un largo consenso, forse troppo generoso, ottenuto alle ultime elezioni politiche, il Pdl sta per implodere, forse è già imploso. Quell’idea di mettere insieme Forza Italia, un non partito, e AN, il penultimo dei partiti, è fallita e ciò che verrà fuori dai chiarimenti, se mai ci saranno, tra Fini e Berlusconi, sarà comunque un’altra cosa. E il governare non aiuta a sanare i conflitti, anzi accentua le differenze. Gianfranco Fini ha parlato in maniera chiara di testamento biologico, di appoggio alla magistratura sulle indagini di mafia e di immigrazione. Altrettanto ha fatto Schifani, voce recitante della controparte. Le posizioni sono inconciliabili. Nei prossimi mesi saranno evidenti le conseguenze di questa presa di coscienza da parte di Gianfranco Fini e degli uomini di AN che siedono in Parlamento e che non si sono venduti, armi e bagagli, a Berlusconi.
Se Atene piange, Sparta non ride.
Il Pd, che si è costituito prima del Pdl, vive gli stessi problemi e forse sta anche peggio. Anche in questo caso la fusione a freddo di DS e Margherita, ha lasciato per strada molte vittime. Le prime vittime di questo matrimonio andato a male, sono tutte le componenti di sinistra che prima della fusione coesistevano nei Ds. Di questi ultimi si è persa ogni traccia e le possibilità d’intravedere la scialuppa di salvataggio a riva sono poche, pochissime, direi quasi nulle. Si può tranquillamente affermare che il Pd deve ancora nascere e la campagna congressuale lo sta dimostrando. Marino, Bersani e Franceschini non si affrontano con progetti diversi per L’Italia. Il dibattito congressuale che si legge sui giornali riguarda piuttosto la forma partito e i contenuti, la sostanza di questo partito. Si sta discutendo di quello che si sarebbe dovuto discutere alla fondazione del partito. Manca quindi a questo nostro Paese un partito d’opposizione in grado di mettere in campo, in un momento come questo che stiamo attraversando, un progetto alternativo di società rispetto alla destra.
L’Italia dei Valori, l’Udc e la Lega sono attori non protagonisti. O meglio, il giorno che la politica dovesse ritrovare la strada di casa, forze politiche come la Lega piuttosto che l’Italia dei Valori sono destinate a essere marginali.
Canta Fossati: «Dicono che c’è un tempo per seminare, e uno più lungo per aspettare. Io dico che c’era un tempo sognato che bisognava sognare».
Quel tempo non è oggi. Speriamo sia domani.

Pubblicato il 16/9/2009 alle 13.43 nella rubrica Politica.

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