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Qualcuno suggerisca a Vasco Rossi di lasciar perdere la razza



Ho letto la lettera che Vasco Rossi ha scritto ai suoi fan (e non fans come scrive lui) e «restò su la soglia come basito» scriverei, parlando di me in terza persona e al passato, se fossi Pirandello.
Pensieri banali e una sequenza impressionante di errori grammaticali. La punteggiatura ricorda la mitica lettera di Totò e Peppino con la differenza, non trascurabile, che ascoltando la prima si rideva di gusto, leggendo la lettera di Vasco il sentimento che ti assale è la depressione.
Vasco, forse, si sentirà un poeta e per questo motivo non utilizza la punteggiatura che noi tutti utilizziamo e che abbiamo imparato a scuola, e perciò su questo aspetto non indugio oltre.
Mi soffermo solo su una frase: «Voi siete un’altra razza, …».
Qui caro Vasco non c’è nessuno che possa riuscire a convincerci che tu possa usufruire di una “licenza poetica” per esprimere un tuo pensiero senza essere frainteso.
Individuare nella razza di una persona la ragion d’essere del suo essere ha causato troppi danni all’umanità per poter continuare a utilizzare impunemente questa espressione.
Per questo motivo qualcuno suggerisca a Vasco Rossi di lasciar perdere la razza e di scusarsi per aver scritto quella stupidaggine.
Di seguito il testo della lettera che ho trascritto leggendo l’originale proposto sulla sua pagina fb.
Nel leggerla, ovviamente, ognuno sarà in grado, in relazione alla propria consapevolezza, di esprimere un giudizio. Non ho potuto trasferire la grafia. Anche quella racconta molto.



«Cari amici fratelli compagni di strada di vita di illusioni di passioni e di grandi delusioni.
Non vi chiamo fans. Per voi la parola Fans è riduttiva semplicistica e anche un po’ offensiva! Voi siete persone! Con una grande affinità elettiva tra voi e con me! Non siete una massa ottusa e omologata rimbambita e unita amante della Coca-Cola o persa e delirante dietro lo stesso cantante sognando di sposare Simon Le Bon.
Voi siete un’altra razza, un’altra storia intanto siete individui unici e particolari molto diversi tra voi nelle espressioni esteriori, nei comportamenti, intanto siete individui unici e particolari molto diversi tra voi, nelle espressioni esteriori, nei comportamenti, e perfino nelle scelte che fate nelle cose in cui credete.
siete degli individualisti.
e non siete certo privi di valori.
li avete chiari e non sono più quelli dei vostri genitori. I vostri sono più semplici e meno spettacolari o eroici. Sono cose come l’onestà, almeno di pensiero La lealtà verso gli amici e la ricerca di un lavoro che, se anche non sarà la realizzazione dei vostri sogni o di voi stessi, almeno vi renderà liberi e indipendenti. e ricordatevi che voi siete i più belli!»

Vasco Rossi


Pubblicato il 3/8/2011 alle 11.53 nella rubrica Diario.

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