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Pronti via 3-0, ma si può fare


Una brutta estate per il calcio, iniziata male e che sta giungendo alla fine anche peggio.
Non hanno certo mostrato coraggio gli allenatori delle nazionali che hanno partecipato agli Europei polacco/ucraini che hanno offerto uno spettacolo calcistico penoso. Nessuna partita da ricordare, solo qualche singola giocata da archiviare come il gol capolavoro di Zlatan Ibrahimovic segnato alla Francia e quello altrettanto bello di Mario Balotelli alla Germania.
Non sono certo coraggiosi i tesserati che non hanno denunciato le partite truccate o peggio ancora chi le partite le ha truccate direttamente. Così come non sono coraggiosi tutti quelli che, in questa triste e patetica vicenda, si schierano solo per spirito di appartenenza.
Viceversa molto coraggio hanno dimostrato Daniele Sebastiani e Daniele Delli Carri, insieme a tutta la società, scegliendo Giovanni Stroppa per il dopo Zeman. Un allenatore giovane e preparato, soprattutto una persona seria e per bene. Proviene dalla Lega Pro, la vecchia serie C per i romantici, e non ha mai allenato in serie A ma Pescara calcistica è abituata a questo e rappresenta la piazza ideale per un giovane e inesperto allenatore. Non aveva esperienza quando è giunto a Pescara “il profeta” Galeone. Tutti sappiamo com’è andata. Proveniva dalla Lega Pro anche Zeman, pur avendo una grande esperienza maturata in precedenza, e lo scorso anno il Pescara ha vinto il campionato cadetto stabilendo record che saranno difficilmente eguagliabili. Entrambi, Galeone e Zeman, hanno reso la squadra di calcio di Pescara un fenomeno in cui è stato bello riconoscersi e farsi rappresentare. Hanno mostrato al pubblico dell’Adriatico e all’Italia intera, un calcio spettacolare e contemporaneamente redditizio. Il marchio di fabbrica per entrambi è stato il 4-3-3. Stesso modulo con il quale ha esordito ieri in serie A, come allenatore, Giovanni Stroppa. Nonostante l’esordio con una secca sconfitta contro l’Inter di Milito, Sneijder, Cassano e di capitan Zanetti, non è il caso di essere preoccupati perché, per il momento, il potenziale del Pescara non lo conosce nessuno, nemmeno il suo allenatore. I nuovi acquisti sono arrivati in tempi diversi e per questo motivo la squadra per la serie A non è quella vista ieri sera, o meglio, non può essere quella.
Il giorno dell’esordio di Stroppa in serie A come calciatore, era il 27 agosto 1989, fu invece un giorno felice, ecco come lo raccontò Gianni Brera.
«Il Milan aveva uno solo dei tre fenomeni olandesi: il più aggraziato e gigantesco, ma anche il meno geniale, Rijkaard: escluso invece Gullit, con un ginocchio sacramentato, e come lui Van Basten, afflitto da non si sa bene quale trauma osteo-muscolare. Così stando le cose, tutti prevedevano stenti a Cesena. Ed ecco tale Stroppa, giovane milanista riciclato dal Monza, centrare il 7 cesenate con un improvviso diagonale destro da fuori. Stroppa è bassaiolo di Mulazzano: il suo nome contadino si rifà ai legacci usati per i covoni di grano e per i tralci di vite. Infilato a quel modo perentorio, il Cesena si avventa e s’infilza da solo».
Di certo anche questo Pescara avrà bisogno di tanta stroppa per imbrigliare le formazioni alla sua portata e poter raggiungere il traguardo ambito della permanenza in serie A. Al “pronti via” dunque, siamo tutti con te Giovannino, senza se e senza ma. Buon campionato a tutti.

Pubblicato il 2/9/2012 alle 11.2 nella rubrica Dall'Italia.

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